Mi chiamo Abukar Salad Adam, sono in Italia per vivere la mia vita, essere in pace, lavorare e avere una buona salute.
Il mio Paese è la Somalia, io abitavo in una città che si chiama Lugh (Luuq) nella regione di Ghedo, distante dalla capitale.
Venire in Italia era un po’ un sogno, quando sono arrivato ad ottobre del 2017 non pensavo che la vita fosse così bella e tranquilla. Quando sono arrivato per fortuna ho trovato un progetto, un progetto di cooperativa ConTe, dove mi hanno aiutato per tante cose.
Mi hanno aiutato per avere i miei documenti e a trovare lavoro; in quel momento non avevo i documenti ed era difficile trovare lavoro, ma in qualche modo bisognava fare. Anche imparare la lingua italiana, perché altrimenti le altre persone non ti possono capire se non parli.
Dopo aver chiesto la protezione internazionale come rifugiato, dopo un anno e 8 mesi ho ottenuto il permesso di soggiorno per asilo e mi hanno trasferito nel progetto SAI del Comune di Valdagno, che gestisce Studio Progetto, a settembre 2019.
Non avevo mai fatto dei corsi di formazione e non conoscevo tante cose;
mi è stato insegnato come cercare lavoro, come rinnovare i miei documenti e anche come fare per cercare casa o per imparare ad andare dal dottore.
Ho fatto un corso di italiano.
Mi è stato insegnato quello che è utile per vivere da solo, nel presente e per il futuro, perché se non sai come fare, non puoi trovare un modo giusto di vivere da solo.
Io ho visto che sono stato rispettato e questo è stato importante anche per imparare.
Il mio Paese è tanto diverso da questo Paese, per il carattere delle persone, la cultura, le religioni…tante cose.
Se non mi avessero spiegato le cose, io non avrei saputo niente.
Il progetto è come se mi avesse insegnato ad usare il computer. Tu quando usi il computer scrivi e salvi delle informazioni, no? Poi quando ne hai bisogno le vai a cercare e le trovi.
Il progetto per me è come se avesse scritto e salvato delle informazioni per la mia vita, che poi io posso andare a ritrovare nella mia memoria.
Per salvare la mia vita nel presente e nel futuro. Adesso sono fuori dal progetto da dicembre 2020 e da allora vivo da solo.
Per il mio futuro, io vorrei continuare a fare carriera nel lavoro.
E voglio far venire qui a vivere con me la mia famiglia.
Perché qui mi trovo bene, ho conosciuto come funziona la vita in Italia. Capisco la gente, il loro carattere, cosa non è buono e cosa è buono. e così io voglio vivere qui, perché io dico sempre che sono originario della Somalia, però il mio secondo Paese è l’Italia, questo è il mio Paese.
Adesso cosa voglio?
Conosco la vita qui, ho il lavoro, ho una casa in affitto, ho i documenti per vivere qui…mi manca solo la mia famiglia.
Una parola che mi piace è pace.
Perché è la cosa più importante nella vita, forse anche più importante della salute, perché se non hai la pace non puoi avere la salute, sono collegate.
Tutto il resto nella vita si può trovare o avere.
