{"id":6599,"date":"2023-12-20T16:57:49","date_gmt":"2023-12-20T16:57:49","guid":{"rendered":"https:\/\/studioprogetto.org\/?p=6599"},"modified":"2024-01-12T10:26:19","modified_gmt":"2024-01-12T10:26:19","slug":"riconoscersi-intervista-a-mirco-di-naro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/riconoscersi-intervista-a-mirco-di-naro\/","title":{"rendered":"RICONOSCERSI. INTERVISTA A MIRCO DI NARO"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Perch\u00e9 questa intervista a Mirco?<br>Perch\u00e8 quando abbiamo iniziato il nostro percorso per la costituzione del Comitato per la Parit\u00e0 di Genere in Cooperativa e abbiamo ragionato su quanto fino ad oggi abbiamo saputo riconoscere e tutelare le specificit\u00e0 delle persone ci \u00e8 tornato alla memoria Mirco, che quando ha iniziato a lavorare con noi era in fase di transizione, in un momento in cui il suo aspetto e il suo nome non corrispondevano a quanto scritto nei suoi documenti.<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Iniziamo con una domanda importante per avere una base di partenza comune. <br>Ci daresti una breve spiegazione di che cos\u2019\u00e8 la transizione di genere?<\/em><br>Transizione di genere \u00e8 una cosa superata linguisticamente. Si parla di percorso di affermazione di genere, che \u00e8 pi\u00f9 corretto, il perch\u00e9 lo spiega la parola&#8230;<br>\u00c8 un percorso che non prevede necessariamente una fine, durante il quale una persona che non si riconosce nel sesso che le \u00e8 stato assegnato alla nascita intraprende un percorso per affermare il proprio genere di elezione, quello scelto. <strong>Si parla di riaffermazione e non di transizione <\/strong>perch\u00e9<strong> la persona non sta facendo un cambiamento, ma chiedendo che venga riconosciuto quello che lei stessa sente e riconosce.<\/strong><br>Per me non c&#8217;\u00e8 un prima e un dopo. Io sono Mirco e questa \u00e8 la mia storia, \u00e8 tutta la mia storia. Io sono l&#8217;uomo che sono oggi perch\u00e9 ieri sono stato la persona che sono stata ieri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Quando ti abbiamo conosciuto avevi iniziato il tuo percorso per la transizione di genere, ed eri in una situazione particolare e per noi nuova, in cui i tuoi documenti parlavano di una persona diversa. Ci racconteresti come \u00e8 andata?\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era verso la fine dell\u2019estate del 2020, sono venuto a conoscenza che Studio Progetto aveva posizioni aperte. Mi ci sono buttato, lavorare nell\u2019 educativa scolastica era quello che volevo fare. Mi sono candidato con una mail di presentazione e inviando il mio curriculum che riportava il mio \u201c<strong>nome di elezione<\/strong>\u201d, vale a dire <strong>il nome che ho scelto per me stesso.<\/strong> Ero chiaramente consapevole del fatto che se la candidatura e il colloquio fossero andati bene avrei dovuto presentare i miei documenti, quelli che parlavano di una persona che non c\u2019era pi\u00f9 .<br>Io <strong>ho fatto una scelta forse ardita, ma volevo che la selezione e il colloquio si svolgessero naturalmente, scevri da ogni pregiudizio<\/strong>. Vivevo come Mirco gi\u00e0 da quattro anni, di cui poco meno di tre sotto terapia ormonale. Ho iniziato&nbsp; a farmi chiamare col mio nome di elezione un anno prima di iniziare ad assumere ormoni. Quindi per un anno, nonostante non stessi assumendo testosterone, era socialmente riconosciuto come Mirco.&nbsp; Quando ho iniziato la terapia ormonale sono iniziati i cambiamenti fisici, che hanno aiutato le persone a riconoscermi come Mirco. Infatti durante il colloquio non c&#8217;\u00e8 stato nessun tipo di imbarazzo o misunderstanding. <strong>&nbsp;Io mi sono presentato come Mirco, sono stato accolto come Mirco ed \u00e8 andato tutto quanto bene.<\/strong> Nel momento in cui mi \u00e8 stato detto che il colloquio era andato bene e di inviare i documenti per l&#8217;assunzione, mi sono messo di buona lena a scrivere una mail, spiegando il perch\u00e9&nbsp; i miei documenti portassero un nome diverso.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 infatti <strong>un tempo stabilito per poter cambiare i documenti, c\u2019\u00e8 un iter da rispettare, verifiche da fare, testimonianze e prove da produrre e da consegnare al giudice<\/strong>. L&#8217;iter italiano \u00e8 un iter vecchio: anche se siamo stati siamo stati il primo paese europeo a legiferare in merito alla riassegnazione del sesso (con la legge 164 del 1982) poi ci siamo fermati. .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre tutto il resto dell&#8217;Europa ha progredito, addirittura esistono paesi come la Germania in cui basta una autocertificazione al comune per cambiare il documento, da noi la procedura \u00e8 ancora molto lenta. Per poter procedere con la riassegnazione ad esempio, il Giudice aspetta che tu abbia vissuto almeno un anno di quello che viene chiamato \u201c<strong>Real life test<\/strong>&#8220;. Quindi almeno un anno di riconoscimento sociale nel genere e con il nome di elezione.\u201d<br><em><strong><br>E cosa \u00e8 successo dopo questa tua mail, dopo il tuo coming out con il tuo futuro datore di lavoro?<\/strong><\/em><br>Confesso di non ricordare molto, quindi deve essere andato tutto molto liscio, se non ha lasciato traccia. <strong>\u00a0<\/strong>Ci\u00f2 che \u00e8 successo dopo il mio coming out \u00e8 stato un processo totalmente fluido, senza intoppi. <strong>Non mi sono mai sentito in imbarazzo o inceppato in qualche meccanismo. Mi sono sentito invece accolto e riconosciuto<\/strong>.<br>E va riconosciuto che voi lo avete fatto naturalmente, nonostante non aveste delle linee guida da seguire per un\u2019assunzione come la mia. Senza sollevare problemi o crearmi difficolt\u00e0. Credo mi abbiate chiesto una mano dal punto di vista burocratico, e considerando che vivo da anni nell&#8217;attivismo vicentino \u00e8 stato naturale supportare chi mi stava assumendo.\u00a0<br>Qualche tempo dopo l\u2019assunzione \u00e8 arrivato il momento della sentenza. Ricordo di aver chiesto anche a voi uno dei documenti necessari, un documento che attestasse che io ero socialmente conosciuto, riconosciuto come Mirco. E cos\u00ec era, anche a scuola ero integrato e presentato come Mirco.<br><br><strong><em>A proposito di scuole, ci racconti il tuo rapporto con gli studenti?\u00a0 Perch\u00e9 mi sembra di ricordare che ti era stata affidata ad un\u2019utente, una ragazzina e la madre ha espresso delle perplessit\u00e0.<\/em><\/strong><br>Nel mio percorso lavorativo con voi ricordo un solo episodio spiacevole e, per me, bizzarro. Mi era stata affidata, nel mio ruolo di OSS, una ragazzina\u2026 e la madre aveva espresso delle perplessit\u00e0\u2026\u00a0 perch\u00e9 io in quanto un maschio non ero in grado di prendermi cura delle necessit\u00e0 della figlia. Faceva riferimento alle mestruazioni. Cosa che io ho avuto. Cosa che io so gestire. <strong>Cosa che io avrei comunque saputo gestire in quanto OSS, anche se non fossi nato femmina.<\/strong><br>Sono stato fermamente difeso sia dalla scuola che da\u00a0 Studio Progetto per il lavoro che stavo facendo. E infatti poi i genitori non hanno richiesto di cambiare assegnazione, anzi hanno cambiato il loro punto di vista. E questo \u00e8 stato l\u2019unico episodio poco piacevole, ma sarebbe stato spiacevole per chiunque a prescindere, per qualsiasi ragazzo o ragazza\u00a0 trovarsi di fronte a questa situazione. Il problema \u00e8 che n<strong>on fa ancora parte della nostra societ\u00e0 pensare che l&#8217;uomo possa avere una partecipazione attiva nel ruolo di cura dell&#8217;altro<\/strong>, siano questi utenti, familiari,\u00a0 figli o studenti. Ancora adesso, per esempio, nella scuola in cui lavoro siamo solo due figure educative maschili.<br>Per\u00f2 \u00e8 chiaro che i ragazzi, i bambini, hanno un approccio diverso verso l&#8217;insegnante maschio. <strong>I bambini si stupiscono dei maestri maschi e il loro stupore \u00e8 il riflesso di quello che la societ\u00e0 degli adulti insegna<\/strong>: <strong>se la rappresentazione comune ci dice che \u00e8 la mamma che si prende cura, che insegna ed educa, i pi\u00f9 giovani si aspettano di ritrovare lo stesso modello anche a scuola. <\/strong>Se tutti noi cadiamo nel tranello che se il pap\u00e0 arriva a casa stanco dal lavoro merita riposo, mentre la mamma pu\u00f2 ancora occuparsi della casa, dei figli e dei genitori, senza volerlo stiamo trasmettendo un messaggio ai nostri bambini. E non possiamo aspettarci che i nostri figli e le nostre figlie siano scevri da questi condizionamenti.<br><strong>Poi ci sono gli stereotipi, e basta guardare qualunque reparto di abbigliamento per bambini per capire come la distinzione fra maschile e femminile nasca gi\u00e0 nei primi mesi di vita<\/strong>: calzini minuscoli, magliette chiare e con colori caldi per le femmine, colori freddi e supereroi per i bambini. Ma potremmo continuare.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong><em>Maschio, femmina, uomo, donna. Che cosa \u00e8 l&#8217;identit\u00e0 di genere?<\/em><\/strong><br>Se maschio e femmina si nasce, uomini e donne si diventa.<br>Nel senso che <strong>maschio &#8211; femmina \u00e8 il sesso assegnato alla nascita<\/strong>, <strong>dettato dai cromosomi, l\u2019identit\u00e0 pu\u00f2 essere uomo o donna.<br><\/strong>Io ad esempio sono ancora femmina perch\u00e9 nei miei cromosomi c\u2019\u00e8 scritto questo e non posso cambiare i cromosomi. Per\u00f2 mi riconosco il genere, la mia identit\u00e0 di genere. Io sono un uomo, non sono un maschio. Sono un uomo.<br>Ovviamente ora stiamo parlando di genere binario, ma ci sono anche persone che non si riconoscono in questo, e vengono chiamate non binary, persone non binarie. Che non vuol dire sentirsi oggi una femmina, domani un maschio, dopo domani non si sa. Vuol dire avere un&#8217;identit\u00e0 propria che ha decostruito quello che \u00e8 il maschile e quello che \u00e8 il femminile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Lessico di genere: ci dici la tua opinione rispetto a schwa e asterisco?<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>\u2026 bellissima la schwa, bellissimo strumento. Lo preferisco all\u2019asterisco, anche visivamente, preferisco una lettera. Ma spesso riesco a fare <strong>discorsi di ore senza utilizzare il genere, basta semplicemente fare un esercizio<\/strong>, che richiede all&#8217;inizio un enorme sforzo ma poi viene quasi automatico: <strong>mettere la persona al centro.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Parlando di te, quando \u00e8 che hai sentito la necessit\u00e0 di iniziare il tuo percorso?<\/em> <br><\/strong>Stavo facendo tirocinio al primo anno di scienze infermieristiche ed ho avuto un crollo in reparto. Ho iniziato a piangere. Ho iniziato a piangere e basta, senza controllo.<br>Aspettavo di andare a colloquio con i miei responsabili di corso e <strong>mi chiedevo cosa stessi facendo esattamente della mia vita. Avevo una sensazione di smarrimento infinita<\/strong>.\u00a0<br><strong>Quando ero piccolo io non si parlava di omosessualit\u00e0.<\/strong><br>Da giovnissimo mi definivo come ragazza lesbica, perch\u00e9 non sapevo che si potesse transizionare al maschile. In realt\u00e0 non ho mai fatto mistero del fatto che io mi sento un uomo, so di essere un uomo. <strong>Gi\u00e0 da piccolo chiedevo a mia madre \u201cma perch\u00e9 non sono nato bambino?\u201d. <br><\/strong>Con l&#8217;adolescenza mi sono avvicinato alla comunit\u00e0 LGBT(QIA+) o \u201cqueer\u201d, parola che vuol dire strambo e di cui la comunit\u00e0 si \u00e8 riappropriata per autodefinirsi.<br>Inizio a confrontarmi con altre persone lesbiche e sento che la mia storia, il mio sentire \u00e8 diverso. E c&#8217;\u00e8 sempre questo malcontento da parte mia, questo senso di\u00a0 essere l\u2019unico. Fino all&#8217;et\u00e0 di 22 anni, quando \u00e8 capitata nella mia vita una terapeuta che mi ha salvato. Ci siamo conosciuti per attivismo, era l\u2019unica persona che parlava di transessualit\u00e0. Le ho chiesto di essere la mia terapeuta, ho iniziato il mio percorso. Ricordo del giorno in cui, raccontando a mia madre di questo incontro e del fatto che forse mi sarebbe piaciuto fare questo percorso lei mi ha detto \u201c<strong>\u00e8 gi\u00e0 troppo tempo che ne parli.\u00a0 Se questa \u00e8 la strada che devi percorrere vai, hai tutto il nostro appoggio, da parte mia e di pap\u00e0.\u201d<\/strong><br>Forse era l&#8217;autorizzazione che stavo aspettando. Ho iniziato quasi subito a farmi chiamare col mio nome di elezione. E dopo un anno e mezzo sono arrivato alla terapia ormonale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Che cosa hai perso nel tuo percorso<\/em><\/strong><em>?<\/em><br>Ho avuto la fortuna di non aver perso amici. <strong><br><\/strong>Ho per\u00f2 perso un po&#8217; il senso di famiglia allargata<strong>. <\/strong>I miei genitori sono sempre stati super supportivi con me. La mia famiglia allargata gli zii, i nonni, i parenti lo sono stati a voce, ma non con i fatti. E<strong> <\/strong>questo mi ha fatto <strong>mettere in discussione quel bel teatrino che si fa la domenica tutti quanti insieme<\/strong>.<strong> <\/strong>Oltre a questo, che mi ha fatto soffrire, <strong>ho perso solamente cose di cui in realt\u00e0 sento di essermi liberato. Ho perso tante sovrastrutture mentali <\/strong>che avevo interiorizzato senza rendermene conto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Che consiglio daresti a chi si trova a vivere la tua stessa situazione?<\/em><\/strong><br><strong>Di concedersi l&#8217;autorizzazione di riconoscersi<\/strong>. Tante volte noi persone trans, nel fare coming out, nel dire il nostro nome di elezione \u00e8 come se stessimo chiedendo l&#8217;autorizzazione di poter continuare a essere chi si \u00e8. Ma non deve esserci un autorizzazione da parte di nessun altro, se non da parte di se stessi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>In una tua vecchia intervista del 2017, all&#8217;inizio del tuo percorso, una giornalista ti ha chiesto quali difficolt\u00e0 immaginavi di incontrare.&nbsp; E tu hai dato una risposta bellissima: \u201cle difficolt\u00e0 le ho gi\u00e0 viste, quelle che vedo adesso non sono difficolt\u00e0.\u201d <\/em><\/strong><em><br><\/em><strong><em>Oggi confermeresti quella tua risposta?<\/em><\/strong><strong><br><\/strong>Si.<br>Al&nbsp; mio me del 2016 posso confermare che la parte buia era decisamente passata e stava arrivando il pi\u00f9 bello. Assolutamente.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 questa intervista a Mirco?Perch\u00e8 quando abbiamo iniziato il nostro percorso per la costituzione del Comitato per la Parit\u00e0 di Genere in Cooperativa e abbiamo ragionato su quanto fino ad oggi abbiamo saputo riconoscere e tutelare le specificit\u00e0 delle persone ci \u00e8 tornato alla memoria Mirco, che quando ha iniziato a lavorare con noi era [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":6637,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"set","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[27,10],"tags":[],"class_list":["post-6599","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicazione-e-marketing","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6599"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6600,"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6599\/revisions\/6600"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studioprogetto.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}