terraferma

SMASCHERATI: CRISTINA P.

Nome
Cristina.
Una tua qualità, una tua peculiarità
Sono un organizzatrice nata! Adoro le illustrazioni e la street art.
Cosa fai in Studio Progetto
Mi occupo della parte sanitaria del progetto di accoglienza SAI a Terraferma, faccio l’educatrice all’asilo nido e mi occupo del volontariato e dei tirocini in cooperativa…
quando c’è bisogno sono disponibile anche per le sostituzioni del SISS e in estate ci sono anche per i centri estivi.
Cosa ti piace del tuo lavoro o del tempo che passi in Studio Progetto
Riuscire e provare a trovare soluzioni per poter aiutare gli altri.
Come stai affrontando questi mesi
Lavoro tanto, ma cerco nei momenti di tempo libero di rilassarmi il più possibile sia facendo qualche passeggiata nel verde che vegetando sul divano.
Esprimi un desiderio, immagina il tuo futuro 
Ritrovare un nuovo equilibrio.

Più ne SAI meglio è

Il progetto SAI del Comune di Valdagno, gestito da Studio Progetto Cooperativa Sociale, è attivo dal 2018, e continuerà almeno fino al 2023. 

ll SAI, acronimo che indica il nuovo Sistema di accoglienza e integrazione  sostituisce il SIPROIMI, introdotto dal primo Decreto Sicurezza nel 2018, che a sua volta aveva rimpiazzato il modello SPRAR.
La nuova struttura permette  l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale oltre che dei titolari di protezione, dei minori stranieri non accompagnati, nonché degli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi sociali, al compimento della maggiore età. Possono essere accolti, inoltre, i titolari dei permessi di soggiorno per protezione speciale, per casi speciali (umanitari in regime transitorio, titolari di protezione sociale, vittime di violenza domestica, vittime di sfruttamento lavorativo), le vittime di calamità, i migranti cui è riconosciuto particolare valore civile, i titolari di permesso di soggiorno per cure mediche. Nell’ambito del Sistema sono previsti due livelli di servizi di accoglienza; al primo livello accedono i richiedenti protezione internazionale e al secondo livello, finalizzato all’integrazione, accedono tutte le altre categorie sopra elencate.
(fonte www.retesai.it)

Il Sistema è composto da una rete di enti locali impegnati in progetti di accoglienza integrata e rafforza una cultura dell’accoglienza e favorisce percorsi di inserimento socio-economico:  tutti i progetti SAI includono attività di accompagnamento sociale, conoscenza del territorio e accesso ai servizi locali.

All’interno dei progetti SAI si insegna la lingua italiana e si assicura la scolarizzazione di tutti i minori in età d’obbligo. 

Il SAI del Comune di Valdagno: un pò di dati:

  • 31 posti attivi
  • 85 persone accolte dall’inizio del progetto
  • oltre 40 tirocini avviati
  • oltre 50 laboratori per l’integrazione e corsi professionalizzanti avviati
  • 20 eventi pubblici promossi sui temi dell’integrazione
  • oltre 40 inserimenti abitativi


IL VIDEO

In occasione della giornata mondiale del rifugiato 2021 vi raccontiamo con un video cos’è il SAI (Sistema di Accoglienza ed Integrazione). Qual è la quotidianità dei beneficiari del progetto e di chi vi lavora? Quali sono i loro sogni? Quali motivi hanno spinto l’amministrazione comunale ad aderire alla rete SAI? Il video risponde a queste e ad altre domande, sempre partendo dal presupposto che “Più ne SAI meglio è”.

I

sulla rotta balcanica

Cosa ne sappiamo veramente di chi percorre la Rotta Balcanica cercando protezione in Europa?

Ne abbiamo parlato lunedì 22 marzo in diretta con Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi di Linea d’Ombra ODV e l’assessore del comune di Valdagno Tiziana De Cao

SMASCHERATI: DIEGO

Nome
Diego.
Una tua qualità, una tua particolarità
Sono precisho (si scrive così?).
Cosa fai in Studio Progetto
Mi occupo di amministrazione del progetto Siproimi (accoglienza ed integrazione migranti) e do una mano all’ufficio amministrazione.
Sono anche uno dei tre responsabili della sicurezza per i lavoratori.
Cosa ti piace del tuo lavoro o del tempo che passi in Studio Progetto
Mi sembra di stare dalla parte giusta a fare il lavoro che faccio.
Mi piace, una volta stabiliti gli obiettivi, avere autonomia sul come raggiungerli.
Come stai affrontando questi mesi
Definendo e concentrandomi su quello che mi sembra essenziale: famiglia, lavoro, musica, cura di sè, ridere.
Esprimi un desiderio, immagina il tuo futuro 
Al bar, prendo un caffè, uno dei presenti mi chiede che lavoro faccio.
Gli dico che lavoro in un progetto di accoglienza ed integrazione migranti.
Mi risponde senza chiedermi come mai non aiuti primi gli italiani e mi offre il caffè.

ISLE OF ME _ un’opera d’arte per raccontare il lockdown

Isle of Me: un libro per vedere il lockdown attraverso gli occhi di beneficiari e operatori del progetto SIPROIMI del Comune di Valdagno, il sistema di accoglienza ed integrazione per titolari di protezione internazionale gestito dalla Cooperativa Sociale Studio Progetto. 

L’emergenza legata alla pandemia di Covid-19, in particolar modo quando è stata limitata la nostra libertà di spostamento, ha generato in tutti noi un senso di spaesamento. Stimolata dall’emergenza, l’equipe del progetto SIPROIMI valdagnese si è chiesta: cosa si prova ad essere in lockdown in uno stato che non è il proprio, di cui si stanno imparando lingua e costumi e dove la propria rete di relazioni sociali ed affettive è rarefatta, se non del tutto assente? E come è possibile dare una forma a tali pensieri ed emozioni?

Grazie alla collaborazione con l’artista Mattia Campo Dall’Orto, è stato ideato un laboratorio artistico che partendo da ritagli di vecchi libri, giornali e riviste ha invitato i partecipanti ad esprimersi attraverso tecniche quali il collage, l’associazione di immagini e parole e le cancellature di parte dei testi di partenza. Mattia Campo Dall’Orto ha poi riorganizzato il tutto in un’opera unitaria intitolato ISLE OF ME, la cui versione digitale è scaricabile gratuitamente.  

“Questo volume – dichiara l’artista nell’introduzione dell’opera – è un’istantanea dei sentimenti, dei ricordi e propositi emersi durante il lockdown: un periodo nel quale il tempo si è dilatato in cerchi concentrici. ISLE OF ME è il punto di partenza per ascoltarsi e reagire ad un’esperienza inaspettata che per molti si aggiunge alle sfide dell’integrazione, dell’identità e del lavoro.

Sono stati quattordici i partecipanti al laboratorio artistico, provenienti da otto diversi paesi: Costa d’Avorio, Guinea, Italia, Mali, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Somalia.
Quasi tutti con un età compresa tra i venti e trent’anni, si segnala la presenza di un piccolo artista in erba di tre anni.

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